Roccavivara, in breve
Roccavivara è un comune italiano di 566 abitanti della provincia di Campobasso, in Molise.
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Sulle origini del suo nome esistono due ipotesi, la prima vuole che esso derivi da Rocca Bonnarii, facendo riferimento al suo fondatore, un certo Bonnario; la seconda che esso provenga da Rocca di Vivara, riferendosi alla contrada di Vivara tuttora esistente e confinante con il comune di Roccavivara. La parte bassa dell'agro di Roccavivara offre ampie testimonianze della presenza di centri abitati all'epoca di Roma repubblicana ed imperiale. Notizie storiche ci dicono che nel 1268 era feudatario di Roccavivara Gualtiero di Vollers; a costui seguì Bertrando Cantelmo, la cui discendenza tenne il dominio fino al 1442. Successivamente il potere passò ai Sangro, ai Carafa e ai Coppola fino all'abolizione della feudalità.
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La chiesa giunta ai nostri giorni risale ai secoli XI-XII, ha pianta a croce latina, con tre absidi. La facciata non ha elementi decorativi rilevanti, se non un bassorilievo sulla lunetta del portale. Nei muri esterni della chiesa sono inserite lapidi e varie iscrizioni di epoca romana e medievale, mentre, sulla destra, si leva una possente campanile, ultimato nel 1329 ad opera dell'Abate Nicola, consistente in una torre merlata di stampo gotico con trifore sulle arcate. L'interno della chiesa è austero e a tre navate, ciascuna terminante con un'abside semicircolare. Lungo la navata centrale è collocato un pregevole ambone, finemente decorato, realizzato nel 1223, in parte con materiali di reimpiego più antichi.
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Particolare cura viene messa nella preparazione e nello svolgimento della festa di San Giuseppe che ricorre due volte l'anno. Le famiglie che conservano le tradizioni tramandate dagli avi, invitano a pranzo, a base di baccalà e cereali il 19 marzo e a base di carne il primo maggio, tre persone rappresentanti la Sacra Famiglia. La festa è preceduta dalla Benedizione del Pane che verrà consumato dalle famiglie. Il 5 agosto, festa del patrono Sant'Emidio, si svolgono Le Traglie, una sfilata di carri trascinati da buoi e altri animali ornati con grano, che il popolo dona al santo. Un'altra tradizione è quella del Gallo di San Rocco. Un gallo veniva collocato in un tombino da cui fuoriusciva solo la testa;
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