Castelbottaccio, in breve
Castelbottaccio è un comune italiano di 216 abitanti della provincia di Campobasso in Molise. Sorge sulle colline situate alla sinistra del fiume Biferno, a 617 metri sul livello del mare.
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Il paese fu fondato dai Normanni nell'XI secolo, con torri e cinta muraria. Anche le prime chiese (tra cui la principale, Santa Maria delle Grazie) erano normanne. Il centro si modificò in epoca rinascimentale e barocca, con la trasformazione del castello in palazzo signorile. Nel 1691 le mura e le torri normanne erano ancora in piedi, come scritto in una relazione di Antonio Galluccio, estimatore vissuto verso la fine del 600. In epoca normanna Castelbottaccio faceva parte della Contea di Molise. Nel 1132 ne era signore Malfrido (o Manfredo) Marchisio, nel 1148 il figlio Ugone e nel 1178 Ragone Marchisio. È da notare che Marchisio non esprime altro che “signore della Marca”: non vale “marchese”, e tanto meno è cognome famigliare.
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Si tratta della chiesa più importante del paese, a pochi passi dal palazzo baronale. La chiesa appartiene al X secolo ed è a tre navate. A dispetto delle sue origini normanne, attualmente, dopo una serie di importanti restauri, tutto il corpo è di matrice barocca. Lungo le due navate laterali sono presenti cellette dove troviamo diverse statue. Al termine della navata di sinistra si trova un'imponente cancellata in ferro battuto. È presente un imponente campanile a pianta quadrata, dove si trovano alloggiate 4 campane.
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Circolo ispirato alla figura della baronessa Olimpia Frangipane Ricciardi. Donna colta, intelligente e affascinante, nel palazzo baronale di Castelbottaccio radunò attorno a sé i giovani intellettuali locali, creando un vero e proprio circolo dedito alla diffusione di sapienza e culla del giacobinismo molisano. La più importante funzione del circolo risiede nella diffusione della cultura mediante convegni, assemblee, proiezioni e mostre. Molto rinomato è l'annuale concorso letterario, che vede ogni anno un seguito sempre maggiore ed una risalto crescente sia a livello locale che extraregionale. Altra festa importante, oggi interrotta, è stata il 'Giorno DiVino', un tour enogastronomico e culturale che si snodava per le strade del centro storico.
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Il comune di Castelbottaccio si caratterizza per alcune tipicità legate all'antica cultura contadina. Notevole era la produzione di salumi, ottenuti seguendo procedure tradizionali, e tipica era anche la produzione casearia ricavata da latte ovo-caprino. Significativo è poi l'impiego di legumi cotti in particolari pentole di terracotta, le "pignate", mentre l'olio viene ottenuto dalla spremitura di olive appena colte. Tipici del territorio sono alcuni tagli di pasta casereccia, come i cavatelli e i fusilli, e i taralli dolci e anche ripieni.
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Le attività agro-pastorali hanno costituito da sempre la base dell'economia locale. Il settore zootecnico (allevamenti ovini, caprini e suini), ora quasi totalmente abbandonato, ebbe notevoli impulsi grazie all'ubicazione del borgo lungo un'antica via della transumanza, il tratturo Celano-Foggia. Castelbottaccio si trova esattamente a metà percorso tra i pascoli estivi in Abruzzo e quelli invernali in Puglia e le numerose fonti d'acqua presenti sul territorio lo rendevano ideale come area di stazionamento. La prevalenza dell'agricoltura si basa sul settore cerealicolo, sebbene vi sia una notevole presenza di uliveti.
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Castelbottaccio si erge su una collina alla sinistra idrografica del fiume Biferno, il più importante della provincia. Dal suo punto più alto, Colle Iannone (717 mt slm), è possibile scorgere il panorama circostante fino al territorio abruzzese e al mare e, nelle giornate di cielo sereno, le isole Tremiti (a circa 90 km di distanza). Tra le campagne è facile trovare masserie e capanne, chiaro richiamo all'anima contadina del paese. Inoltre, a pochissimi km è presente il tratturo Celano-Foggia, che unisce i pascoli estivi in Abruzzo a quelli invernali in Puglia, importantissima via antica per i pastori. Il territorio di Castelbottaccio si snoda dalla valle del Biferno fino a raggiungere le colline soprastanti il paese, con un dislivello di circa 700 metri.
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