Montecilfone, in breve
Montecilfone (Munxhufuni in arbëreshe) è un comune italiano di 1 212 abitanti della provincia di Campobasso in Molise. Situato su una collina a 405 metri sopra il livello del mare, si trova vicino al mare Adriatico e al fiume Biferno. È uno dei quattro comuni arbëreshë, insieme a Campomarino, Portocannone e Ururi, della provincia di Campobasso, che mantiene la cultura e la lingua arbëreshe.
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Reperti d'epoca romana sono stati rinvenuti nelle campagne circostanti, ossia monete dell'era di Caligola (I secolo), una lapide pentagonale, statuette di bronzo, numerose tombe e vasi di terracotta. Nel Medioevo il borgo è citato nell'epoca angioina per l'esistenza di una grangia nel bosco Corundoli (1276), a difesa dei possessi dell'ordine cavalleresco di Malta. Il fortino andò distrutto, nel 1442 l'avvento degli Aragonesi portò il possedimento nelle mani dei feudatari di Alfonso I, la cui stirpe iniziò con Giacomo Montagano. Nel 1764 il feudo andò in mano al marchese d'Avalos di Vasto don Carlo Cesare, e passò al figlio Francesco d'Avalos, ancora in vita quando nel 1806 fu abolito il feudalesimo.
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Si tratta del principale edificio di culto del comune, nonché il suo monumento architettonico più rappresentativo. L'esistenza della chiesa è documentata dal 1618, ma si presume che fosse stata fondata un secolo prima, durante la colonizzazione croato-albanese del borgo. Nei documenti vescovili di Larino, la chiesa era priva di arredi allo stato originario, e più volte era a rischio crollo, aveva due altari laterali del Rosario e di Sant'Antonio abate, e la messa si celebrava solo una volta al mese. I redditi della chiesa erano scarsi, poche offerte sotto forma di decime e due case da affittare. Il vescovo Michele Petirri dovette costringere il comune ad assegnare un censo annuo di 15 scudi, e si occupò personalmente dei restauri.
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Tra i piatti tipici ci sono le droqe al ragù di agnello (pasta fatta in casa simile a fusilli). Fiorente anche la produzione di salumi: tra questi spiccano Ventricina, Soppressata e Salsiccia rossa al finocchio. È diffusa inoltre la produzione di cereali, olio d'oliva e vino.
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Il clima è temperato, per cui la vegetazione è rigogliosa. Sul colle Corundoli sono presenti 80 ettari di bosco. Dal colle del paese è possibile scorgere le catene degli Appennini abruzzesi, il promontorio del Gargano, le colline molisane, il Mar Adriatico e le Isole Tremiti visibili a occhio nudo nei giorni sereni.
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